I tuoni, i mostri, i lupi, il buio, la morte. Ma anche il dottore, il vasino, gli incubi, la scuola, l’abbandono, le maschere di Carnevale e persino il piatto con gli avanzi di cibo o il biberon di latte. Le paure dei bambini, a volte, sono davvero originali ma, in fondo, tutte fanno parte del loro processo di crescita e aiutarli ad affrontarle e superarle – o almeno gestirle –  significa aiutarli a crescere in modo sereno.

Ma da cosa nasce la paura?

Man mano che i bambini crescono, iniziano a scoprire e conoscere il mondo che li circonda e a rendersi conto che non tutto dipende da loro o da noi genitori. Ci sono cose “nuove”, che diventano spaventose anche per il solo fatto di essere “nuove” e, perciò, non prevedibili né controllabili. Anche esperienze non positive vissute direttamente o indirettamente attraverso racconti (ascoltati o origliati) o la tv possono contribuire a far nascere l’avversione o il timore per qualcosa.
E poi ci sono i dubbi. Sì i dubbi possono far nascere delle paure, perché, soprattutto quando le domande dei nostri bambini non trovano risposte chiare ed esaustive, la loro fervida fantasia colma le lacune della conoscenza e lo fa in modo a volte pericolosamente lontano dalla realtà.

Paure dei bambini: quale messaggio trasmettere ai nostri figli?

Io non ho avuto una felice esperienza con lo spannolinamento, mia figlia aveva un vero terrore del vasino. Quando però ha capito che non c’era niente da temere e si è “sbloccata”, mi ha detto emozionata e felice: “Mamma, abbiamo superato la paura insieme!” e ciò ha reso emozionata e felice anche me!
Fin da quando era piccola, infatti, è questo il messaggio che ho cercato di trasmetterle. Se c’è qualcosa che le fa paura (qualunque cosa: dallo scivolo che sembra troppo alto allo scoppio dei palloncini), deve ricordarsi che non è sola ad affrontarla. E poi – con una nostra segretissima formula magica o qualche piccolo escamotage – riesco sempre a strapparle un sorriso!

Come rassicurare un bambino spaventato?

  • invitiamo sempre i bambini a raccontare ciò che provano, mostrando  comprensione, interesse e partecipazione, senza ignorare le loro paure né sminuirle (anche se giurano di aver visto una strega sotto il letto!).
  • non ridicolizziamo il bambino che mostra di essere spaventato o ci confida un suo timore e non facciamolo sentire in colpa, ha tutto il diritto di avere paura! Evitiamo, perciò, anche frasi tipo “Ma come? Tu ormai sei grande!” o “Ma dai, lo vedi com’è coraggioso tuo fratello!”.
  • a volte, può essere utile trovare insieme una “formula magica” o un modo divertente o originale per mandar via mostri & co. Non sempre ha senso rispondere con la razionalità e la logica dei “grandi” ad una reazione irrazionale ed istintiva, che è quasi un meccanismo di difesa. Mia figlia, per un certo periodo, ha avuto paura che la notte i lupi entrassero nella sua stanza. Dire che abitiamo ad un piano molto alto o che non siamo circondate da un bosco non riusciva a tranquillizzarla. Un “nodo anti-lupo” fatto alla tenda della sua finestra ha sortito un effetto molto più immediato, durevole e rassicurante. Se, invece, per esempio è il buio a spaventare il bambino, facciamolo giocare con le ombre o facciamogli verificare che nell’oscurità non compaiono oggetti e personaggi spaventosi. Se poi ciò può tranquillizzarlo e rasserenarlo, perché non scegliere insieme a lui una piacevole lucina notturna o un peluche “guardiano” che gli faccia compagnia e lo faccia sentire protetto?
  • attenzione a ciò che i piccoli vedono o sentono (non lasciamoli mai soli in balia della TV o del PC).
  • leggiamo insieme al bambino una storia che parli di ciò che lo spaventa. È profondamente vera la frase dello scrittore Chesterton, che dice: “Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere”.

Come passano le paure?

Per lo più, le paure sono legate a fasi di crescita e scompaiono man mano che il bambino fa esperienze diverse, conosce ciò che lo circonda e acquisisce sicurezza in se stesso e senso di indipendenza. In questo senso è fondamentale l’atteggiamento delle figure adulte di riferimento). Ciò che è noto e che diventa familiare risulta meno spaventoso perché prevedibile. Inoltre, crescendo, si fa più netto il confine tra realtà e fantasia e una visione più reale del mondo fa sparire molti dei mostri che popolano i sogni dei più piccoli.

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