I nostri figli imparano tante cose all’asilo nido e sviluppano le loro capacità specialmente attraverso il gioco. Ecco come i giochi bambini sono organizzati dalle educatrici.

Le attività dedicate ai più piccoli sono diverse e specifiche per ogni fase di sviluppo del bambino.

Le educatrici, per questo, organizzano i giochi tenendo in considerazione le loro capacità e possibilità.

Le ore del gioco sono le più importanti e sono svolte dai bambini in gruppo, insieme all’insegnante.

Giochi bambini al nido: com’è organizzata la giornata

Il gioco è chiaramente l’attività principale di ogni bambino e al nido è finalizzato a degli obiettivi, dal più semplice al più complesso.

Per esempio, il gioco con l’acqua significa per i piccoli imparare a riconoscere il bagnato dall’asciutto oppure il caldo dal freddo.

Gli obiettivi del gioco si traducono poi in azioni concrete, delle attività da mettere in pratica.

Nei primi mesi di vita, il neonato ha bisogno di giocare con il proprio corpo per avere la possibilità di sviluppare le sue capacità senso motorie.

Dai dodici mesi in poi, invece, si cominciano le attività dedicate al linguaggio, all’espressività e alla manipolazione.

A due anni i bambini sono più grandi, perciò si possono fare giochi un po’ più complessi. Ecco cosa fanno i bambini quando sono all’asilo nido.

La scoperta

Fino ai dodici mesi, il bambino scopre pian piano se stesso e l’ambiente in cui si trova.

Ai neonati è concessa la libertà di afferrare e mettere in bocca vari oggetti, stando ad esempio su tappeti morbidi di gommapiuma.

Qui i piccoli possono anche rotolarsi e strisciare in tutta sicurezza, compiendo così i primi movimenti.

Espressione, emozioni e logica

Quando i bimbi sono nella fase del divezzamento (12-24 mesi) si divertono a manipolare oggetti di forma e consistenza diversa.

Al nido le insegnanti propongono il gioco euristico, che consiste nel far scoprire i vari oggetti lasciando che i piccoli li esplorino senza l’intervento dell’adulto.

Si propongono ai diversi contenitori, scatole, barattoli e vari oggetti, come nastri, palline da tennis, catenelle e cilindri.

Il gioco consiste nel mettere dentro, tirare fuori, selezionare e classificare gli oggetti in totale autonomia.

Anche lo sviluppo del linguaggio e dell’espressività è stimolato attraverso giochi specifici, come le canzoncine e la pittura da fare con le dita delle mani.

A quest’età i nostri figli accrescono il loro carattere affettivo e le educatrici propongono anche bambole o peluche da poter abbracciare.

Movimento, musica e cooperazione

Dai due anni ai trentasei mesi i bambini iniziano a giocare insieme spontaneamente.

In questa fase le educatrici insegnano tante canzoncine da far cantare a tutti in girotondo o raccontano storie attraverso immagini e marionette.

I bambini hanno ora la capacità di ritagliare e incollare la carta o la stoffa, compongono i primi puzzle e creano oggetti con la pasta di sale.

Le attività per affinare il tatto sono molto stimolanti per loro. Basta un foglio di carta vetrata ruvido e un foglio di cartoncino liscio, da cui ritagliare sei pezzetti ciascuno.

I bambini possono divertisti a scoprire così le diverse consistenze pescando i cartoncini da un cestino in cui questi ultimi sono riposti.

Anche i giochi che inviato alla collaborazione tra i bambini sono proposti dalle educatrici, come per esempio il gioco del bruco.

L’insegnate chiede ai bambini di collaborare per trasportare un bruco giocattolo lungo un percorso prestabilito.

In questa fase i piccoli vogliono muoversi sempre di più e le educatrici organizzano percorsi guidati.

Si comincia con i giochi con la palla, poi un tuffo nella piscina con le palline colorate e infine il percorso dentro il tunnel morbido e colorato.

Marianna Feo

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