L’infanzia non è una gara

L’infanzia come gara è un serio problema del nostro mondo, che pone due problemi non banali. Il primo è il bombardamento di stimoli a cui i nostri bambini sono sottoposti, che finisce per spegnere in loro il desiderio. Del resto, tra mille impegni, proposte ed esperienze, non resta nemmeno più il tempo di volere qualcosa in autonomia! Il secondo è l’idea dominante di una società in competizione continua, in cui finiscono per venire meno due valori fondamentali: quello del rispetto e quello della solidarietà.

Il segreto per evitare tutto ciò? Vivere la genitorialità in modo sereno e rilassato: mamma e papà non sono tenuti ad essere psicologi né pedagogisti. Il loro compito è quello di crescere bambini sicuri di sé, amati e rispettosi del mondo. Se ci fosse qualche problema, saranno gli insegnanti, durante il percorso scolastico, a individuarli e a parlarne con la famiglia. È inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta.

Addirittura, Alison Gopnik, una nota psicologa americana, ha evidenziato come i genitori crescono bambini più sereni e competenti quando non pretendono di essere dei professionisti, ma si limitano ad interagire con loro in modo naturale. Non è necessario seguire metodi  o programmi particolari per essere buoni genitori.

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