Psicomotricità all’asilo nido: crescere attraverso il movimento del corpo

La psicomotricità è una disciplina dedicata ai bambini, che permette loro di crescere attraverso il gioco e il movimento. Ma che cos’è la psicomotricità, scopriamolo più in dettaglio. I bambini piccoli hanno bisogno di sviluppare la propria capacità di usare il corpo e allo stesso tempo le emozioni e gli aspetti cognitivi. La psicomotricità serve proprio a questo, a stimolare questi tre aspetti della crescita, molto importanti.

Psicomotricità: cos’è e a cosa serve

La psicomotricità è rivolta principalmente ai bambini. Dall’esperienza corporea, questi ultimi possono sviluppare tutte le loro capacità, quelle motorie, ma anche quelle cognitive, poiché corpo e mente sono collegati tra loro durante la crescita. La psicomotricità educativa si svolge in asilo nido, ma esiste anche un percorso dedicato ai bambini con disturbi dell’espressione motoria, chiamata  psicomotricità terapeutica. Quest’ultima è un’attività differente,che viene suggerita ad esempio dal pediatra, se si notano disturbi nel linguaggio oppure nel movimento nel bambino.

Che cosa fanno i bambini durante le attività educative in movimento

Il momento dedicato alla psicomotricità si svolge in uno spazio attrezzato, una palestra piccola, dove si trovano spazi e giochi, che il bambino imparerà a conoscere e a usare. Per lo sviluppo armonico dei movimenti, le attività si svolgono con tempi e rituali definiti. I giochi messi a disposizione dei bambini sono cuscinoni di varie forme e colori e materassi di gomma piuma. I bambini possono usare anche tubi di plastica e palle di varie dimensioni. Si tratta di giochi semplici, che invogliano i bambini a farne qualcosa, stimolando questi ultimi al gioco creativo e costruttivo.

Cosa imparano i bambini durante le attività in movimento

I bambini, nei primi anni di vita, devono scoprire chi sono e sperimentare l’ambiente, i propri pari e sé stessi. Durante le attività in movimento, c’è un’evoluzione nel bambino, che lo porta da un inizio attivo ad una fine più tranquilla e riflessiva. Il fatto di lasciare ampia libertà ai più piccoli (sotto l’attenta osservazione da parte dell’educatrice) fa si che questi ultimi imparino a costruire il loro gioco, a diventare responsabili delle loro azioni. La psicomotricità serve infatti ad accompagnare i bambini nel fare quello che desiderano e insieme. Così facendo, i piccoli riescono a esprimere le proprie sensazioni. L’obiettivo non è stare insieme, ma conoscere gli altri pari e scoprire che anche ad un altro bambino piace quello che piace a sé oppure  scoprire che l’altro desidera fare un gioco diverso.

Il ruolo dell’educatrice

Lo sguardo dell’educatrice, che lascia liberi i bambini di giocare, è una conferma di riuscita per ogni bambino. L’osservazione da parte dell’educatrice favorisce la costruzione di una percezione del sé positiva e di sicurezza nei bambini. I piccoli, con il tempo, diventano più propositivi e affrontano l’altro con più determinazione. Inoltre, la psicomotricità aiuta i bambini a spiegarsi con le parole.

Marianna Feo

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