Ogni bambino è diverso, con i propri scatti di crescita e tempi di sviluppo. Per questo, non è facile capire quando sia il momento giusto per dire i primi no e insegnare le prime regole.

Come sappiamo, il neonato non è educabile, ma va assecondato in tutte le sue richieste d’attenzione e bisogni iniziali.

A un certo punto, però, il bambino non sarà più così piccolo da dover seguire solo le sue richieste e dovremo iniziare a fargli capire cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Convenzionalmente, il periodo in cui un neonato è solamente bisognoso di attenzioni dura nove mesi, dopodiché il piccolo comincerà ad avere la capacità di comprendere l’ambiente esterno.

Scatti di crescita in un neonato: l’atteggiamento giusto per educarlo

Per crescere bambini sicuri di sé, autonomi e socievoli è importante che i genitori adottino un buon sistema educativo fin da subito.

Non servono le sgridate quando il piccolo fa qualcosa di sbagliato, ma dovremo argomentare il nostro no per far capire loro il perché di un divieto.

Se, ad esempio, un bambino di undici mesi comincia a strillare in un luogo pubblico, perché non può fare una cosa, è necessario contenerlo e spiegargli a voce bassa e con tono fermo, che quell’azione non si fa.

Spiegando il nostro no, gli faremo capire, con semplici parole, che il suo atteggiamento sta disturbando gli altri.

Il rimprovero non deve mai essere un’imposizione e il modo migliore per distoglierlo dal suo capriccio è proporgli un’alternativa, da fare magari insieme.

Così il bambino accetterà il nostro divietosenza ribellarsi e senza serbare rancore verso di noi.

Pian piano, durante le diverse fasi degli scatti di crescita, riusciremo a interagire sempre di più con i nostri piccoli.

Cosa non fare quando si cerca di educare i bambini

Educare i bambini significa dare loro la possibilità di discernere cosa è giusto da cosa è sbagliato.

Certi atteggiamenti da parte del genitore, come urlare più forte del bimbo, diventare severi, dire no e basta, perdere la calma, sculacciarlo o assecondare i suoi capricci, sono sbagliati.

L’educazione di un bambino deriva prima di tutto dal comportamento dei genitori.

I bambini, infatti, imparano soprattutto per imitazione, quindi sono i genitori che per primi devono mostrare le buone maniere.

Così potremo insegnargli a salutare le persone quando arrivano e quando vanno via, a dire grazie quando si riceve qualcosa e a rimettere in ordine i propri giochi dopo aver giocato.

L’asilo nido come un grande supporto all’educazione dei bambini

L’educazione dei nostri figli ha inizio e deve essere condotto dai genitori e dalla famiglia, ma l’asilo nido è una grande opportunità per completare il percorso educativo dei nostri piccoli.

All’asilo nido, infatti, i bambini hanno la possibilità di vivere esperienze diverse, in un ambiente alla loro portata, e di stare insieme alle educatrici, ma anche con gli altri bambini.

Quando i piccoli sono all’asilo nido, infatti, si trovano in un ambiente libero, dove ciascuno può sperimentare le proprie capacità, ma sarà anche indirizzato a seguire alcune regole.

Il momento della merenda e del pranzo, il lavarsi le manine e il cambio pannolino sono occasioni preziose che i bambini imparano insieme.

Un’educatrice umile e discreta, che guida i piccoli mettendoli a contatto con materiali pedagogici, consente al bambino di auto-educarsi e di dispiegare le sue potenzialità.

All’asilo nido i bambini sono aiutati nel raggiungere la propria indipendenza, seguendo i diversi scatti di crescita, compiendo da soli le loro piccole conquiste.

Inoltre, il gioco a contatto con la natura, come per esempio in giardino, permette al bambino di tirare fuori delle energie muscolari e intellettive superiori, di quando si trovano in ambiente al chiuso.

Marianna Feo

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